venerdì 12 agosto 2011

PAOLO GIACCONE UCCISO PERCHE' SI RIFIUTO' DI CAMBIARE UNA PERIZIA CHE INCASTRAVA UN KILLER DELLA MAFIA





Il Professor Paolo Giaccone
Ieri mattina a Palermo è stato ricordato il medico legale Paolo Giaccone, assassinato dalla mafia siciliana l’11 agosto del 1982, per non aver voluto  modificare una perizia che incastrava un killer  che aveva partecipato a quella che fu definita la strage di Natale, avvenuta nel 1981 a Bagheria.
Il professor Giaccone è stato commemorato con una cerimonia sul luogo del delitto, tra i viali del Policlinico universitario a lui intitolato. È intervenuta anche la figlia del medico, Milly Giaccone che il 13 luglio scorso è stata riassunta nell'ospedale Villa Sofia di Palermo. La dirigente medico, era andata in pensione anticipata usufruendo dei benefici per i parenti delle vittime della lotta alla mafia. Ma l'istituto previdenziale Inpdap aveva bloccato la pratica facendo distinzione tra vittime della mafia e vittime del terrorismo mafioso.
«Paolo Giaccone è stato un medico che non si è piegato davanti a Cosa nostra -  Ha dichiarato il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia - Non ha fatto finta di non vedere, non si è adeguato all'andazzo generale, ma ha fatto il suo dovere con coraggio, senza cedere a lusinghe e minacce. Giaccone ha fatto valere la sua dignità di professionista e di cittadino libero in un contesto dove trovavano spazio compromessi e collusioni. Un esempio – ha detto ancora Lumia - per quanti operano nel settore della sanità e un monito per la politica affinché si decida a impedire definitivamente l'intermediazione burocratico-clientelare e affaristico-mafiosa nel sistema della sanità». Anche Sonia Alfano, parlamentare europeo dell’Idv e  presidente dell'Associazione nazionale familiari vittime di mafia, ha voluto ricordare il prof. Giaccone e il suo esempio di cittadino modello.
“Paolo Giaccone deve oggi essere ricordato da tutti con grande orgoglio – ha detto Sonia Alfano -  per il coraggio e l'indiscutibile spessore morale che lo portò ad andare incontro ad una certa ed ingiusta morte. In un periodo in cui in troppi preferivano obbedire alle cosche, lui, troppo onesto per cedere e per lasciarsi intimidire, rifiutò, sacrificando con consapevolezza la propria vita in nome della legalità. In un Paese in cui sembra essere stata messa al bando la memoria – ha proseguito Sonia Alfano - noi familiari delle vittime continueremo a raccontare le storie di chi ha affrontato la mafia a viso aperto, scegliendo di conservare intatti valori quali onestà e dignità dei quali il dottore Giaccone era e rimarrà un esempio».

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