giovedì 27 febbraio 2014

OMICIDIO DI ATTILIO ROMANO'. CONDANNA ALL'ERGASTOLO PER MARCO DI LAURO, IL MANDANTE

Attilio Romanò

Nonostante gli sforzi del suo avvocato difensore, lo hanno condannato all'ergastolo. Questa è la pena comminata in appello Marco Di Lauro, elemento di vertice dell'omonima cosca di Secondigliano, accusato di essere il mandante dell'omicidio costato la vita ad Attilio Romanò, commesso in un negozio di telefoni cellulari, durante la faida di Scampia tra il clan Di Lauro e gli scissionisti degli Amato-Pagano a Napoli.  Attilio non c'entrava nulla con la camorra. I sicari cercavano un'altra persona

La sentenza conferma in pieno quella emessa in Corte d'Assise in primo grado. Carcere a vita anche per Mario Buono, considerato invece l'esecutore materiale del delitto. In aula ad ascoltare il verdetto anche la mamma di Attilio, Rita e la sorella Maria, insieme ad altri familiari delle vittime innocenti che hanno voluto far sentire la loro vicinanza alla famiglia Romanò presenziando al dibattimento finale nell'aula 320 del tribunale di Napoli.

L'omicidio avvenne il 24 gennaio del 2005 alla periferia di Napoli, a Miano, poco distante dal quartiere di Scampia. L'obiettivo dei killer era Salvatore Luise, nipote del boss degli scissionisti Rosario Pariante, ma nel negozio c'era solo Romanò.

L'inchiesta è nata grazie alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che hanno ricostruito tutte le fasi del delitto.



Buono è detenuto mentre Di Lauro è ricercato da dieci anni ed è inserito nella lista dei trenta latitante più pericolosi d'Italia.

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