mercoledì 28 marzo 2012

UN ULIVO PER RICORDARE GIANLUCA CIMMINIELLO

Un ulivo per ricordare Giancluca Cimminiello, è stato piantato il 24 marzo scorso, nel rione Berlingieri di Napoli, il  quartiere dov'è cresciuto.  Gianluca Cimminiello, 31 anni, fu ucciso  il 2 febbraio del 2010  a Casavatore davanti al negozio di tatuaggi “Zendar” di cui era titolare per aver scatenato l'invidia di un altro tatuatore in seguito alla pubblicazione su Facebook di una foto con  il calciatore del Napoli, Ezechiel Lavezzi. 
Presenti la famiglia Cimminiello,  l’assessore Giuseppe Narducci in rappresentanza del Comune di Napoli,  il giornalista ed amico Nino Pannella, i rappresentanti della VII municipalità.

CONCORSO LETTERARIO IN RICORDO DI ATTILIO ROMANO' NEL GIORNO DEL SUO 37° COMPLEANNO

Si terrà venerdì 30 marzo, alle ore 10,00, presso l'Auditorium della  Settima Municipalità di Napoli sito in PiazzaGuarino a San Pietro a Patierno,  la premiazione del concorso letterario "Attilio Romanò"  riservato ai ragazzi delle scuole medie. Il concorso ha per tema una frase di Attilio:  "...continuerò a vivere con l'unico carburante che conosco: l'Amore!".

Tantissime le adesioni da parte delle scuole della zona selezionate da un'apposita commissione che ha letto tutti i componimenti pervenuti. Nei temi dei ragazzi spesso è ricordata anche la tragica fine per mano della camorra di Attilio, che fu ucciso il 24 gennaio del 2005 nel suo negozio di telefonia a Miano, da killer del Clan Di Lauro, in guerra con il gruppo degli scissionisti. Fu scambiato per un'altra persona.

"Il 30 marzo Attilio avrebbe compiuto 37 anni  - dice la sorella Maria Romanò - e proprio in questo giorno siamo lieti di ricordarlo con la manifestazione di un impegno che si perpetua già da cinque anni. Il 30 marzo è anche il compleanno di Dario Scherillo; pregheremo insieme per Attilio  e per Dario alla SS. Messa che sarà celebrata alle ore 18.00 presso il convento di S. Caterina a Grumo Nevano."

DEDICATO A TERESA BUONOCORE IL PREMIO PER LA PACE DONNA CORAGGIO 2012

Il premio per la Pace Donna Coraggio 2012 quest'anno è stato dedicato a Teresa Buonocore, 51 anni ,  uccisa il 20 settembre 2010 a Napoli, vicino al Ponte dei Francesi,  per aver denunciato gli aguzzini di sua figlia. La sua testimonianza fu decisiva per apire le porte del carcere a   Enrico Perillo, il rapitore e violentatore della figlia di otto anni. La cerimonia è avvenuta Sabato 24 marzo 2012 presso l'aula consiliare del Comune di Alife.

L'iniziativa è stata organizzata dal Movimento per la Pace, guidato da Agnese Ginocchio, e patrocinata dalla Regione Campania, dalla Provincia di Caserta, dall'Ufficio Provinciale Pari Opportunità, dal Comitato Provinciale Unicef, dalla Città di Alife e dalla Comunità Montana del Matese.

Alla cerimonia è intervenuta Pina Buonocore, sorella di Teresa, che ha ritirato il premio speciale, insieme alla giovanissima figlia di Teresa, alla quale il direttivo del Movimento per la Pace ha conferito il riconoscimento della "Croce per la Pace", nominandola sua "Ambasciatrice di Pace".

A ROMA UN PRESIDIO DI LIBERA INTITOLATO A MARCELLO TORRE

Un presidio di Libera intitolato all'avvocato Marcello Torre, il sindaco di Pagani ucciso l'11 dicembre 1980 che "sognava una Pagani Libera e civile".
La cerimonia di inaugurazione  del presidio  Libera Roma XI è prevista per Sabato 31 marzo 2012 (Roma, Caffé Letterario, Via Ostiense 83/95, ore 18:30)

Intervengono:

Annamaria Torre (Referente Libera Salerno);
Gianni Speranza (Sindaco di Lamezia Terme);
Luana Caporaso (Avviso Pubblico, Comitato Direttivo);
Marcello Ravveduto (Storico, biografo di Marcello Torre).

Un'occasione importante per discutere della buona politica nel nostro Paese, che non si piega alla corruzione ma combatte per un'Italia all'insegna della legalità e della giustizia.

martedì 27 marzo 2012

ANNALISA DURANTE UCCISA A FORCELLA OTTO ANNI FA. DON LUIGI MEROLA: DATE UN LAVORO AL PADRE"

 Annalisa voleva andare via da Napoli. Sognava una vita diversa e forse ci sarebbe riuscita  se quella sera, il 27 marzo del 2004, un sabato sera,  una pallottola non l'avesse centrata alla testa, nei vicoli dell'antica Vicaria, durante uno scontro a fuoco tra camorristi, mettendo la fine alla sua esistenza a soli 14 anni.

"Vivo e sono contenta di vivere, anche se la mia vita non è quella che avrei desiderato. Ma so che una parte di me sarà immortale". Scriveva così nel suo diario  Annnalisa e aggiungeva: "Cari genitori, quando Pasqua sarà veramente festa di Rinnovamento, papà avrà un lavoro vero e noi andremo via da Forcella".

Ma a otto anni di distanza da quella tragedia, nemmeno il papà di Annalisa ha un lavoro. E don Luigi Merola, l'ex parroco di Forcella, denuncia:
«È una assoluta vergogna: a otto anni dalla morte di Annalisa, il Comune, la Provincia e la Regione oltre che le associazioni Libera e Polis, hanno totalmente dimenticato la famiglia Durante. Senza un impiego sicuro, papà Giovanni è ancora costretto ad arrangiarsi». Don Luigi Merola, ha denunciato questa situazione nel corso dello 'Specialè in onda questo pomeriggio alle 17,30 sul circuito Lunaset. «Forcella e i suoi vicoli - ha detto don Luigi - sono ripiombati nel buio delle coscienze, i giovani abbandonati a se stessi. Ma è gravissimo che lo Stato e le associazioni contro la camorra si siano dimenticati del papà di Annalisa». Ricorda don Merola: «All'inizio, dopo la tragedia eravamo riusciti a dare un lavoro a Giovanni Durante che però poi, a causa della crisi economica che affligge il nostro Paese, è stato licenziato. Oggi i Durante vivono tra mille problemi.

Il papà di Annalisa si dice fiducioso nello Stato ma intanto - ha continuato don Luigi - rivolgo un appello ai responsabili di associazioni quali 'Liberà e 'Polis' affinchè trovino un impiego a quel padre cui gli hanno massacrato la figlia». Una denuncia forte quella di don Luigi Merola che si estende anche al resto delle Istituzioni: «A Forcella il cammino di speranza intrapreso all'indomani dell'omicidio si è purtroppo interrotto. Oggi è necessario che il bene continui a far rumore, che la Chiesa faccia la sua parte. Basterebbe che tutte le duecento parrocchie di Napoli aprissero le loro porte per sottrarre i minori alla devianza e alla criminalità». Don Luigi ha infine parlato del suo ritorno a Napoli: «Sono contento, ringrazio il cardinale Sepe che mi ha voluto nuovamente qui. Adesso sono parroco della chiesa di San Bartolomeo a Brecce nei pressi di piazza Garibaldi, a due passi dalla mia Forcella, ed ho tanto da fare tutto il giorno».

sabato 24 marzo 2012

PLACIDO RIZZOTTO RIPOSERÀ IN CAPPELLA GENTILIZIA RESTAURATA DA CGIL

 Una cappella gentilizia con decorazioni liberty all'ingresso del cimitero di Corleone (Palermo), conserverà i resti di Placido Rizzotto, le cui ossa ritrovate tre anni fa nei giorni scorsi sono state identificate come appartenenti al sindacalista della Cgil ucciso dalla mafia nel marzo del 1948. A restaurare la cappella, donata dal Comune, sarà la Cgil. Rizzotto Sarà tumulato accanto a Bernardino Verra, eroe del movimento contadino, assassinato dalla mafia nel 1915. Lo ha annunciato il sindaco di Corleone, Nino Jannazzo, alla giornata in ricordo di Placido Rizzotto organizzata oggi alla Cgil. «Oggi è stata una giornata storica per la democrazia italiana. Quello di Rizzotto è un esempio di unità nazionale, di lotta per la libertà, per la giustizia, la democrazia e l'unità. Oggi a Corleone in un cinema pieno di centinaia di ragazzi delle scuole, insieme a tantissime gente, sindacalisti, associazioni e giovani hanno ricordato e festeggiato la possibilità di avere a Corleone un luogo in cui celebrare l'uomo, il sindacalista e il partigiano Rizzotto», ha dichiarato il segretario della Cgil di Palermo Maurizio Calà. «E oggi da Corleone - ha aggiunto Calà - abbiamo ribadito la richiesta fatta anche dalla segretaria Susanna Camusso con una lettera al capo dello Stato, di riaprire le indagini per fare luce su esecutori e mandanti dell'omicidio». All'iniziativa hanno partecipato il sindaco di Corleone Jannazzo, il questore di Palermo Nicola Zito, il segretario della Camera del Lavoro di Corleone Dino Paternostro, il nipote del sindacalista, Placido Rizzotto, i segretari della Cgil di Palermo e della Cgil nazionale Maurizio Calà il regista Pasquale Scimeca e l'attore Vincenzo Albanese. A conclusione l'intervento della segretaria nazionale confederale Serena Sorrentino.

Fonte: ADNKRONOS

martedì 20 marzo 2012

ILARIA ALPI E MIRAN HROVATIN UCCISI IL 20 MARZO 1994 ASPETTANO ANCORA GIUSTIZIA

Due notizie agghiaccianti in soli due giorni: il 19 marzo la camorra ammazza a Casal di Principe, don Giuseppe Diana; il 20 marzo un commando ammazza in Somalia, la giornalista del Tg3,  Ilaria Alpi  e l’operatore Miran Hrovatin. I due erano in Somalia per seguire la guerra fratricida  tra due fazioni  armate che stavano insanguinando tutto il paese. Era in corso l’operazione “Restor Hope” guidata dagli Usa e appoggiata da diverse nazioni, tra cui anche l’Italia, per cercare di ripristinare condizioni di vivibilità migliori. Se il primo caso, quello di don Diana, è risolto e i killer sono stati condannati, per Ilaria e Miran, invece, la vicenda non è stata ancora chiarita. Dietro l’agguato somalo c’è una torbida storia legata al traffico internazionale di rifiuti tossici e radioattivi in partenza ed in transito dall’Italia, che si intreccia col traffico di armi internazionale. Tant’è che  nel giugno del  2007, Il Pm Franco Ionta, titolare del procedimento sul caso Alpi/Hrovatin presso la Procura di Roma, ha chiesto l’archiviazione del caso per l’impossibilità di identificare i responsabili del duplice omicidio avvenuto a Mogadiscio il 20 marzo 1994.

Ho avuto modo, alcuni anni fa, di intervistare nella loro casa a Roma, i genitori di Ilaria, Giorgio e Luciana. Mi impressionò la loro determinazione  a perseguire la verità. Ebbero parole dure non solo nei confronti della commissione parlamentare d’inchiesta, ma anche verso alcuni colleghi  di Ilaria al  Tg3. Giorgio, che aveva già i suoi ottant’anni, morì poco dopo. Luciana, invece, prosegue la sua battaglia per ottenere giustizia. Per quanto piccolo può essere il nostro sostegno, è pieno e incondizionato al fianco di Luciana