sabato 8 ottobre 2011

CENTRO DON PUGLISI A RIINA JR,VIENI A LAVORARE DA NOI

Il centro Padre Nostro di Brancaccio, che sorge nel quartiere di Palermo dove 18 anni fa Cosa nostra uccise don Pino Puglisi, hanno invitato il figlio di Totò Riina a lavorare da loro. La notizia è stata pubblicata oggi, sull'edizione palermitana di Repubblica. I 'discepolì del parroco antimafia sono disposti ad aprire le porte del centro a Giuseppe Salvatore Riina, dopo che il figlio del boss è stato scarcerato per fare ritorno nella 'suà Corleone. «Già da 18 anni prendiamo gli affidamenti in esecuzione penale esterna - dichiara il presidente del centro, Maurizio Artale -. La nostra non è una provocazione, crediamo che questo sia il luogo dove lui può veramente dimostrare, se ha deciso di fare questo, di dare un taglio netto con la vita del passato, quella sua e quella dei genitori. Il padre di Giovanni Riina ha mandato gli esecutori ad ammazzare Puglisi, dunque forse questo è proprio il posto giusto dove si può redimere, come ha fatto Grigoli pentendosi e facendo i nomi di chi lo ha mandato ad ammazzare Puglisi». Nel centro fondato da don Pino Puglisi lavorano già otto persone, che scontano la pena fuori dal carcere, ma anche una quindicina di ex detenuti e alcuni volontari che da anni puntano al riscatto di Brancaccio e si adoperano per il ripristino della legalità a Palermo. Giuseppe Salvatore Riina vorrebbe lavorare in un'associazione no-profit a Padova, ma è costretto a soggiornare a Corleone, dopo avere scontato otto anni e 10 mesi per mafia.

venerdì 7 ottobre 2011

PREMIO ANCI-LEGAMBIENTE IN MEMORIA DI ANGELO VASSALLO

Mantenere vivo l'impegno di Angelo Vassallo il 'sindaco pescatore', ucciso a Pollica nel settembre 2010, e valorizzare le migliori esperienze dei Comuni impegnati a promuovere il rapporto tra ambiente, sviluppo economico e legalita'. Questo il senso del premio 'Angelo Vassallo', promosso da Anci e Legambiente, presentato in una conferenza stampa che si e' tenuta nell'ambito della XXVIII Assemblea dell'Anci di Brindisi. Alla presentazione hanno partecipato Giuseppe Cicala, delegato Anci alle Politiche della legalita'; Mauro Guerra, vicepresidente dell'Anci e coordinatore nazionale consulta piccoli Comuni, Vincenzo Cuomo, presidente Anci Campania; Stefano Pisani, sindaco del Comune di Pollica; Antonio Vassallo, figlio di Angelo e assessore dello stesso Comune. Potranno concorrere al premio tutti i Comuni con popolazione non superiore ai 5 mila abitanti, che abbiano realizzato progetti di tutela e promozione del territorio. I progetti pervenuti saranno esaminati da una commissione di valutazione appositamente costituita; mentre il premio consistera' tra l'altro in libri da consegnare alle biblioteche del territorio, nella realizzazione di un video istituzionale sulle attivita' del Comune e la possibilita' di avere una vetrina promozionale sugli strumenti media dell'Anci.

A decidere i progetti vincitori sara' una giuria formata, oltre che dall'Anci e da Legambiente da rappresentanti di Slow food, Libera e Federparchi. Il premio 'Vassallo' ha un forte valore simbolico e vuole essere uno dei veicoli per la diffusione di buone pratiche mirate alla trasparenza nelle procedure della pubblica amministrazione per la realizzazione di interventi di sviluppo locale. ''Abbiamo pensato a questo premio per ricordare Angelo Vassallo e mantenere vivo il suo impegno nella lotta alle pratiche illegali e nella difesa dell'ambiente, ma anche come occasione per diffondere buone pratiche realizzate dai Comuni'', ha sottolineato Giuseppe Cicala. ''Angelo Vassallo e' stato un grande sindaco per tutti i Comuni e in particolare per quelli piu' piccoli'', ha detto da parte sua Mauro Guerra, evidenziando la valenza del premio. ''Il suo impegno ha dimostrato che la legalita' e la trasparenza devono essere strumento per far crescere buone amministrazioni e occasioni di sviluppo per i territori. Per questo motivo - ha concluso il vicepresidente dell'Anci e coordinatore nazionale consulta dei piccoli Comuni - sono particolarmente orgoglioso di promuovere questo premio: le battaglie di Angelo sono quelle che vedono impegnati migliaia di amministratori di piccoli Comuni''. 

(Fonte:ANSA).

mercoledì 5 ottobre 2011

STRAGI 93: ERGASTOLO PER IL BOSS DI 'COSA NOSTRA' FRANCESCO TAGLIAVIA


Ergastolo per  Francesco Tagliavia. Questa è la sentenza  emessa nel pomeriggio dalla corte d'assise di Firenze nei confronti del boss  di Cosa Nostra, accusato di aver svolto un ruolo nell'organizzazione degli attentati mafiosi del '93 a Roma, Firenze e Milano. Fra i principali accusatori di Tagliavia ci sono Gaspare Spatuzza e Pietro Romeo.
Tagliavia è stato condannato per il ruolo che avrebbe avuto in tutte le stragi: l'attentato a Costanzo, a Roma, il 14 maggio del '93, la strage dei Georgofili, del 27 maggio del '93, e gli attentati a Milano del 27 maggio del '93, a Roma del 28 maggio del '93, e di quelli falliti allo stadio Olimpico, il 23 gennaio del '94 e a Formello il 14 aprile del '94. Tagliavia è attualmente detenuto nel carcere di Viterbo dove sta scontando l'ergastolo per la strage di via d'Amelio.
L’udienza di stamattina si è aperta poco dopo le 9, con una breve dichiarazione spontanea rilasciata da Tagliavia. «Mi affido a lei di valutare le cose per come stanno. Sono innocente», ha detto l'ex boss di Brancaccio. La Procura di Firenze è arrivata a Tagliavia, l'unico imputato di questo processo, grazie alle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza. Spatuzza tra l'altro ha chiesto perdono proprio per la strage di via dei Georgofili.
La Corte ha stabilito anche una serie di risarcimenti danni: 200 mila euro per il ministero della Difesa; 100 mila euro rispettivamente per Regione Toscana e Comune di Firenze e 10 mila euro per le numerose parti civili formate dai familiari delle vittime o da persone che rimasero ferite o subirono danni in seguito agli attentati.
La sentenza della Corte d'Assise di Firenze «è il risultato anche della riverificata attendibilità di Spatuzza». Lo ha detto il procuratore di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, dopo la sentenza. Rispondendo ai giornalisti Quattrocchi ha spiegato: «l'attendibilità di Spatuzza non ha bisogno di aprire scenari nuovi, li aveva già aperti e ce ne sono altri in altre sedi. Probabilmente questa sentenza proietterà in quelle sedi un risultato efficacie». Quattrocchi si è detto «molto soddisfatto» della sentenza spiegando che «quel pezzo di sè che rappresenta lo Stato in questa occasione ha reso giustizia» sottolineando che «è stata confermata l'impostazione della Procura».
Sulla sentenza che condanna Tagliavia, è intervenuta anche Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, «L'ergastolo inflitto al boss Francesco Tagliavia, a regime detentivo di 41 bis – ha detto la presidente Maggiani Chelli -  è l'ennesima riprova della bontà degli atti processuali per le stragi del 1993. Ancora una volta il nostro pensiero va alla magistratura fiorentina, alla Procura Nazionale antimafia che coordina le indagini, alle forze dell'ordine che hanno contributo alle indagini, per l'immane lavoro che tutti insieme hanno svolto in questi 18 anni affinché quanti in Cosa Nostra erano colpevoli del massacro di Firenze del 27 maggio 1993 in via dei Georgofili fossero consegnati alla giustizia».
«Tuttavia  - ha aggiunto - ci riserviamo di leggere le motivazioni della sentenza che oggi ancora una volta ci ha visti esultare contro la mafia, perché è stata scritta una pagina giudiziaria molto importante ovvero: Gaspare Spatuzza ha detto il vero, è attendibile prove oggettive alla mano. Si apre così la nostra grande speranza - ha aggiunto Maggiani Chelli - di arrivare un giorno di vedere a processo i »mandanti esterni alla mafia« per la strage del 27 maggio 1993, giorno in cui le nostre famiglie sono cadute in un baratro senza fine, perché i nostri parenti sono stati uccisi e molti sono stati resi invalidi e questo non solo per mano e per volere di Cosa Nostra. Così come auspichiamo quella apertura che ogni organismo dello Stato dovrebbe sentire verso di noi - ha proseguito Maggiani Chelli - nell'ammettere che in quel 1993 qualcosa in questo Paese è successo, ovvero lo Stato non ha saputo tutelarci: se di trattativa non si è trattato, sicuramente furono madornali errori, perché noi oggi, piaccia o no, i nostri figli li dobbiamo piangere morti o invalidi, e l'inferno lastricato di buone intenzioni non ci piace e non ci soddisfa».

ATTESA PER IL POMERIGGIO SENTENZA STRAGE GEORGOFILI PER IL BOSS TAGLIAVIA

Giudici in camera di Consiglio a Firenze per  la sentenza del processo al boss mafioso Francesco Tagliavia per la strage di via dei Georgofili e le stragi di mafia degli anni Novanta.La sentenza è attesa  per il tardo pomeriggio. La strage di via dei Georgofili a Firenze, la notte del 27 maggio 1993, provocò la morte di cinque persone e il ferimento di altre 48. Tagliavia, imputato come coautore delle stragi di mafia del 1993-94 e che sconta già numerosi ergastoli nel carcere di Viterbo, viene considerato dalla procura fiorentina come una prova che "le indagini su quei fatti di sangue non si sono concluse".

Il boss di Brancaccio, secondo l'accusa, era non tanto tra gli ideatori della strage dei Georgofili, quanto una delle persone che contribuirono di più alla sua organizzazione materiale. Il tribunale leggerà la sentenza su Tagliavia, ma più attese dalle parti civili sono le motivazioni della sentenza, per capire quanto spazio sia lasciato ad alcune delle ipotesi più battute in questi anni, tra cui l'esistenza eventuale di una trattativa tra Stato e mafia.
Fonte: (TMNews)

martedì 4 ottobre 2011

SERVIZIO CIVILE - LA PROVINCIA DI CASERTA RISERVA IL 20% DEI POSTI AI FIGLI DI VITIME DELLA CAMORRA

Il 20 per cento dei posti messi a concorso per il progetto di Servizio Civile “Polizia Provinciale 4”, che si svolgerà presso la Provincia di Caserta, sarà riservato a giovani figli di vittime della camorra. Dei 12 volontari destinati a questa iniziativa, 2 saranno giovani in possesso di apposita certificazione della Prefettura che attesti il loro status di figli di vittime della criminalità organizzata. I 12 giovani selezionati per il progetto, che devono essere in possesso di un diploma di scuola media superiore ed avere un’età non superiore ai 28 anni, andranno a supportare il  personale della Polizia Provinciale nello svolgimento delle sue funzioni, per un totale di 30 ore a settimana (dal lunedì al venerdì).  
“Riservare il 20 per cento dei posti ai figli delle vittime della camorra – ha spiegato il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi – rappresenta un gesto che ci è apparso doveroso nei confronti di chi ha subito in prima persona e nella maniera più grave e tragica gli effetti terribilmente negativi della presenza sul nostro territorio della criminalità organizzata. Ci è sembrato giusto offrire a questi ragazzi la possibilità di fare un’esperienza all’interno di un’istituzione importante quale la Provincia, dimostrando una volta di più la nostra voglia di combattere, attraverso qualsiasi strumento, la camorra e ogni forma di criminalità”.

CHIESTO ERGASTOLO PER L'OMICIDIO DI TERESA BUONOCORE

Ergastolo. Questa è la richiesta di pena fatta nei confronti di Alberto Amendola e Giuseppe Avolio, i due presunti assassini di Teresa Buonocore,  uccisa nel settembre dello scorso anno dopo avere testimoniato in aula contro lo stupratore di una delle sue figlie. La richiesta è stata fatta al gup Umberto Lucarelli, nel corso del processo che si svolge con rito abbreviato, dai pm Danilo De Simone e Graziella Arlomede. La prossima udienza è stata fissata per il 14 ottobre, quando discuteranno gli avvocati della difesa. Il presunto mandante, Enrico Perillo, condannato per gli abusi sulla ragazzina, ha invece scelto il giudizio ordinario, che comincerà il 26 ottobre davanti alla III corte d'assise. Teresa Buonocore, agente di viaggi, venne assassinata il 20 settembre 2010 all'interno del porto di Napoli, mentre era alla guida della sua auto. Si accingeva, è emerso dalle indagini, a chiedere a Perillo, suo amico d'infanzia, la provvisionale di 25mila euro decisa dai giudici al termine del processo per la violenza sulla figlia.